La volpe di Guzzanello.
Quando ero bambino, all' inizio degli anni 60, trascorrevo molto tempo presso i miei nonni che abitavano vicino Barga. Avevano un pò di terra, due o tre vacche, un maiale, un cane, un fornitissimo pollaio; quest'ultimo molto spesso suscitava l'interesse della volpe. Ricordo ancora lo stupore e lo spavento che provavo quando al mattino si trovava il pavimento del pollaio cosparso di penne intrise di sangue. I miei nonni reagivano ognuno seguendo le proprie inclinazioni spirituali. La nonna univa le mani volgendole al Cielo e invocandone l'aiuto: " O Gesùmmaria, Nello, quella brutta fottuta ce n'ha fregate altre due!" Nello, mio nonno, anche lui molto spirituale, prima sputtanava il cane da guardia che la guardia non faceva, poi citava un lungo e nutrito elenco di Santi cristiani, abbinandoli con qualifiche che non mi sento di esporre in una pubblicazione per famiglie .... Logicamente tutto ciò mi portava a considerare la volpe come l'incarnazione del male, nemica delle galline e anche dell'uomo, che quelle galline avrebbe voluto arrostire. Ogni tanto qualche cacciatore riusciva ad impallinare una volpe ed allora si procedeva ad una sorta di pellegrinaggio: legavano il corpo ad una pertica, stendendola in maniera di metterne in mostra la lunghezza, poi veniva fatto il giro di tutti i casolari della zona, dove le varie famiglie accoglievano il prode cacciatore come un salvatore. Per ricompensarlo dell'opera svolta era usanza invitarlo in casa, dove di solito venivano prosciugate quantità industriali di vino, mentre il killer spiegava che tipo di pallini aveva impiegato e che razza di tiro difficile fosse stato, quasi un rinterzo a biliardo. In più mia nonna offriva un cestello di uova. Al termine di questo "ciclo vitale" tutti ci perdevano, tranne i cacciatori. Le galline finivano anzitempo in pancia alla volpe invece che in pentola, la volpe a sua volta veniva uccisa e i miei nonni ci rimettevano le galline, il vino e le uova. Come potevo non odiare le volpi? Con il passare dei decenni è cambiata la nostra società e la maniera di vivere. Anche i pollai sono cambiati, nel senso che sono decisamente diminuiti di numero. Sono però aumentati i cassonetti, dove la bestia umana, l'unica del creato che consuma più di quello che serve per vivere, abbandona i resti dei suoi opulenti pasti. Diminuendo i pollai e aumentando i cassonetti era ovvio che le volpi modificassero le loro abitudini alimentari. Di tutto questo cambiamento io non mi rendevo bene conto ed ancora covavo un atavico rancore per le volpi: solo pochi mesi fa, alle 4 e 30 della notte, ho cercato di abbagliarne una che attraversava la strada nei pressi di Borgo a Mozzano; forse inconsciamente desideravo ucciderla e poi portarla in giro per le case per incassare la taglia: vino e uova, come vedevo accadere quando ero bambino. Se ci fossi riuscito e fossi andato a Guzzanello, vicino Partigliano, le uova le avrei avute di certo: me le avrebbero però tirate addosso. A Guzzanello una volpe è diventata una presenza amica delle poche famiglie residenti, una beniamina in particolar modo dei bambini.A farmi vincere l'astio che portavo verso la bestia sono state alcune foto portate in fabbrica da un mio collega di lavoro. In una delle foto si vede uno dei tre figli di Michele che in tutta tranquillità e con evidente piacere allunga un cornocchio di salsiccia arrostita ad un bell'esemplare di volpe, che con altrettanta tranquillità si protende per annusare e mordere il saporito cibo offertole. Nelle altre foto la bestia sembra quasi sfilare su una passerella, mostrando compiaciuta il proprio muso affilato all'obbiettivo di Michele. La volpe di Guzzanello è a denominazione di origine controllata e protetta: bazzica solo quella zona e non si avvicina, per il momento, al paese di Partigliano. Quanto alla protezione, se i figli di Michele sapessero che mesi fa ho cercato di investirne una probabilmente cercherebbero di lapidarmi .... con ragione, suppongo. Quelle foto mi hanno fatto riflettere: è giunto il momento per me di perdonare la specie volpina per tutti i polli arrosto e fritti di cui mi ha privato in passato. Mi recherò quindi a Guzzanello, dove guidato da Michele ed i suoi tre figli cercherò di incontrare la volpe: so già cosa gli dirò .... "Signora volpe, le chiedo perdono per il mio atteggiamento passato e per aver cercato di abbagliarla ed investirla. D'ora in poi saremo amici e come i figli di Michele anch'io vorrei portarle da mangiare. Anzi, a questo proposito, mi permetto di ricordarle che se vuole mantenere la linea deve evitare le carni grasse: i cornocchi di salsiccia arrostita non sono proprio l'ideale; che cosa ne dice se domani torno con un bel galletto Vallespluga, di ottimo sapore e con poco colesterolo? Le porterò anche una ciotola di Vermentino fresco, con questo caldo va giù che è una meraviglia! In fondo dobbiamo pur brindare alla nascita di una nuova amicizia!"
Percorrendo la strada che da Partigliano porta a Guzzanello non è difficile incontrarla specialmente di notte .
Portatevi dei cioccolatini , ne è ghiotta .










Prossimamente inseriremo Nuove foto della Volpe di Guzzanello